Yoga

La scuola di yoga è aperta tutto l’ anno con lezioni giornaliere della durata di 1h30.

Possono ovviamente partecipare alle classi anche coloro che pernottano nel B&B. Le lezioni sono lezioni di Hata yoga della scuola Sivananda. Lo yoga, si pone come obiettivo l’unione della mente, del corpo e del respiro, per raggiungere un livello di consapevolezza e di conoscenza di sé, che avvicini il più possibile alla felicità totale. La pratica costante e mantenuta nel tempo delle discipline yoga, consente l’approccio integrato del controllo mentale e fisico per giungere infine al benessere del corpo e alla felicità dell’anima, con l’ottenimento della tranquillità interiore. Chiunque può praticare lo yoga, non esistono controindicazioni, né barriere di alcun tipo, si può praticare indipendentemente dall’età, dal sesso e dalle condizioni fisiche

YogaLo yoga è una disciplina antichissima (si fa risalire la sua origine ad oltre seimila anni fa) e nonostante ciò, si è mantenuta al passo con i tempi, e si è modificata ed aggiornata attraverso i secoli. La parola yoga, significa “unione”, e proviene dal linguaggio sanscrito. La parola unione sintetizza perfettamente il significato dello yoga, che si pone come obiettivo l’unione della mente, del corpo e del respiro, per raggiungere un livello di consapevolezza e di conoscenza di se, che avvicini il più possibile alla felicità totale. La pratica costante e mantenuta nel tempo delle discipline yoga, consente l’approccio integrato del controllo mentale e fisico per giungere infine al benessere del corpo e alla felicità dell’anima, con l’ottenimento della tranquillità interiore. Chiunque può praticare lo yoga, non esistono controindicazioni, né barriere di alcun tipo, si può praticare indipendentemente dall’età, dal sesso e dalle condizioni fisiche

Nello specifico il tipo di Yoga che si pratica qui a The Smiling oak è l’ insegnamento dello Yoga classico, così come è stato insegnato da Swami Sivananda e da Swami Vishnudevananda. Lo scopo dello Yoga è quello di trovare la pace interiore. Ci insegna a capire la nostra mente e le nostre emozioni. Imparare a calmarle e a controllarle. Una volta imparato ad elevare le vibrazioni del proprio pensiero, la vita, quasi magicamente, si arricchirà di belle esperienze e di un duraturo senso di appagamento. I mezzi pratici forniti dallo Yoga per il conseguimento di questo obiettivo sono stati sintetizzati nei cinque principi di Swami Vishnudevananda. I 5 principi base dello yoga:

1.giusto esercizio (asana)

Esistono numerosi sistemi moderni di cultura fisica progettati per sviluppare la muscolatura attraverso movimenti ed esercizi meccanici. Poiché lo Yoga considera il corpo un veicolo dell’anima nel suo viaggio verso la perfezione, gli esercizi fisici yogici sono pensati per sviluppare non solo il corpo, ma anche per allargare le facoltà mentali e le capacità spirituali. Gli esercizi fisici yogici vengono chiamati Asana, un termine che significa posizione stabile. Questo perché le Yoga asana (o posizioni) vanno mantenute per un certo tempo, anche se questa è già una pratica avanzata. Inizialmente l’obiettivo principale sarà di aumentare la flessibilità del corpo. Il corpo è giovane finché è flessibile. Gli esercizi Yoga puntano sulla salute della spina dorsale, sulla sua forza e sulla sua flessibilità. La colonna vertebrale alloggia buona parte del sistema nervoso, il sistema telegrafico del corpo. Mantenendo la flessibilità e la forza della colonna vertebrale tramite l’esercizio, aumentiamo la circolazione ed assicuriamo ai nervi un buon rifornimento di nutrienti e di ossigeno. Gli asana hanno effetti anche sugli organi interni e sul sistema endocrino (ghiandole ed ormoni).

La pratica delle 12 posizioni di base ci da tutta l’essenza e i benefici principali di questo stupendo sistema.

Queste 12 posizione di base sono:

Posizione sulla testa (Sirshasana) Posizione sulle spalle (Sarvangasana) Aratro (Halasana) Il pesce (Matsyasana) Piegamento in avanti (Pashimothanasana) Il cobra (Bhujangasana) La locusta (Shalabasana) L’arco (Dhanurasana) Torsione della colonna (Ardha Matsyendrasana) Il corvo (Kakasana) o il Pavone (Mayurasana) Piegamento in avanti in piedi (Pada Hastasana) Triangolo (Trikonasana). Alla fine della sessione bisogna fare un profondo rilassamento finale.

2.giusta respirazione (pranayama)

La maggior parte della gente usa solo una frazione della propria capacità polmonare per respirare. Hanno una respirazione superficiale, che a malapena dilata la gabbia toracica. Spesso hanno le spalle incurvate, hanno una tensione dolorosa nella parte superiore della schiena e nel collo e soffrono di carenza di ossigeno. Dovrebbero imparare la respirazione yogica completa. Esistono tre tipi fondamentali di respirazione: La respirazione clavicolare, la più superficiale e sicuramente la peggiore. Durante l’inspirazione si sollevano le spalle e le clavicole mentre si contrae l’addome. Si fa un grande sforzo ottenendo la minima quantità d’aria. La respirazione toracica si esegue dilatando la gabbia toracica con i muscoli intercostali ed è il secondo tipo di respirazione incompleta. La respirazione addominale profonda è la migliore poiché porta l’aria nella parte più bassa e più ampia dei polmoni. Il respiro è lento e profondo e il diaframma è usato correttamente. In effetti, nessuno di questi tre tipi è completo. La respirazione yogica piena li unisce tutti e tre, iniziando con un respiro profondo e continuando l’inspirazione attraverso le regioni intercostali e clavicolari. Pranayama: La cosa assolutamente più importante riguardo alla respirazione è il Prana, o energia sottile del respiro vitale. La gestione del Prana conduce al controllo della mente. Gli esercizi di respirazione si chiamano Pranayama, che significa controllo del Prana.I due tipi principali di Pranayama che vengono insegnati negli Ashram e nei centri Sivananda sono Kapalabhati e Anuloma Viloma.

3. giusto rilassamento (savasana)

Quando la mente e il corpo sono sottoposti ad una reale fatica, la loro efficienza tende a diminuire. La vita sociale moderna, il cibo, il lavoro e persino il cosiddetto svago, come il ballare in discoteca, rendono difficile per l’uomo moderno il rilassamento. Molti hanno persino dimenticato che il riposo e il rilassamento sono i metodi naturali per ricaricarsi. Anche quando cerca di riposare, l’uomo medio spende una gran quantità di energia fisica e mentale attraverso la tensione. Una buona parte dell’energia del corpo è sprecata inutilmente. Spendiamo più energia a tenere i muscoli continuamente all’erta di quante usiamo per fare del lavoro effettivamente utile. Al fine di regolare e bilanciare il lavoro del corpo e della mente si può meglio imparare a economizzare l’energia prodotta dal nostro corpo. E questo è possibile se impariamo a rilassarci. Ricordiamo che nel corso di una giornata il nostro corpo di solito produce tutte le sostanze e l’energia necessari per il giorno seguente. Ma spesso succede che tutte queste sostanze e questa energia vadano perse in pochi minuti a causa di cattivo umore, rabbia o forte irritazione. Il processo di esplosione e repressione di emozioni violente spesso diventa una pratica abituale. Il risultato è disastroso, non solo per il corpo, ma anche per la mente. Durante il rilassamento completo in pratica non si consuma energia o Prana, sebbene una piccola quantità serva per mantenere il corpo in condizioni normali, mentre il rimanente è immagazzinato e conservato. Per ottenere un perfetto rilassamento, gli yogi usano tre metodi: rilassamento fisico, mentale e spirituale. Il rilassamento non è completo fintanto che una persona non raggiunge lo stato di rilassamento spirituale, che è conosciuto soltanto dai praticanti spirituali più avanzati.

  1. a) Rilassamento fisico

Sappiamo che ogni azione è il risultato di un pensiero. I pensieri prendono forma nell’azione, quando il corpo cerca di afferrare il pensiero. Come la mente può mandare un messaggio ai muscoli ordinando loro di contrarsi, così può mandare un altro messaggio per dare rilassamento ai muscoli stanchi. Il rilassamento fisico inizia dalle dita dei piedi e procede verso l’alto. L’autosuggestione passa attraverso i muscoli e arriva agli occhi e alle orecchie. Poi, lentamente, sono inviati messaggi ai reni, al fegato e agli altri organi interni. Questa posizione di rilassamento è conosciuta come Savasana o la posizione del cadavere.

  1. b) Rilassamento mentale

Quando siamo in un momento di forte tensione mentale, è consigliabile respirare lentamente e ritmicamente per qualche minuto. Subito la mente si calmerà. È possibile avere la sensazione di galleggiare..

  1. c) Rilassamento spirituale

Per quanto si possa provare a rilassare la mente, è impossibile eliminare tutte le tensioni e le preoccupazioni finché non si raggiunge il rilassamento spirituale. Finché una persona si identifica con il corpo e con la mente ci saranno preoccupazioni, dispiaceri, ansie, paura e rabbia. A turno queste emozioni portano tensione. Gli yogi sanno che se una persona non riesce a ritirarsi dall’idea di corpo e mente e a separarsi dalla coscienza dell’io, in nessun modo potrà ottenere il rilassamento completo. Questa identificazione con il sé completa il processo di rilassamento.

4. giusta alimentazione (vegetariana)

La dieta yogica è vegetariana e consiste in cibi puri, semplici e naturali, facili da digerire e salutari. I pasti semplici aiutano la digestione e l’assimilazione del cibo. Esistono cinque categorie di sostanze nutritive: proteine, carboidrati, minerali, grassi e vitamine.

Per organizzare una dieta bilanciata bisogna conoscere i principi fondamentali della dietetica. Per una migliore qualità di nutrienti dovremmo sempre mangiare cibi che vengono direttamente dalla natura, cresciuti in terra fertile (preferibilmente organica, libera da agenti chimici e pesticidi). L’elaborazione, il raffinamento e l’eccessiva cottura distruggono buona parte del valore del cibo.

Esiste un ciclo in natura conosciuto come catena alimentare. Il sole è la fonte di energia di tutta la vita sul nostro pianeta; nutre le piante (l’apice della catena alimentare) che vengono mangiate dagli animali vegetariani che vengono a loro volta mangiati dagli animali carnivori. Il cibo al vertice della catena alimentare, essendo nutrito direttamente dal sole, ha le maggiori proprietà vitali. Il valore alimentare della carne animale, considerato una fonte di nutrimento di seconda mano, è di natura inferiore. Tutti i cibi naturali (frutta, vegetali, semi, semi oleosi e cereali) hanno, in misura variante, diverse proporzioni di questi nutrienti essenziali e sono una fonte di proteine facilmente assimilabili dal corpo. Inoltre i cibi di seconda mano sono spesso più difficili da digerire ed hanno meno valore per il metabolismo.

Molti si preoccupano di non assumere sufficienti proteine, ma trascurano altri fattori. La qualità delle proteine è più importante della quantità in sé. I derivati del latte, i legumi, i semi e i semi oleosi forniscono al vegetariano una dose adeguata di proteine. L’alto fabbisogno di proteine ancora preso in considerazione da molti Dipartimenti della Salute si basa su dati antiquati ed è stato dimostrato falso molte volte in studi di laboratorio. Un motto pieno di salute è: “Mangia per vivere, non vivere per mangiare”.

Dobbiamo assolutamente capire che lo scopo del mangiare è di fornire al nostro organismo energia vitale, o Prana. Per questo motivo, il miglior programma nutritivo per uno studente di Yoga si basa su una dieta semplice fatta di cibi freschi e naturali. “La purezza del cibo comporta la purezza della mente Impariamo ad utilizzare cereali, proteine, verdura, erbe, spezie, dolcificanti, latticini, nell’alimentazione vegetariana.

5. pensiero positivo e meditazione (vedanta e dhyana)

Quando la superficie di un lago è immobile si può vedere il fondo molto chiaramente. Se la superficie è increspata dalle onde, questo è impossibile. Analogamente, quando la mente è ferma, senza pensieri né desideri, si potrà vedere il Sé, questo è lo Yoga. Possiamo controllare l’agitazione mentale in due modi: concentrando la mente all’esterno o all’interno. All’interno la focalizziamo sul Sé o la coscienza di Io sono. All’esterno ci concentriamo su qualsiasi cosa che non sia il Sé o Io sono. Quando passiamo il tempo a mettere una pallina in una buca (il golf), gli altri pensieri rallentano o si fermano. Sentiamo di aver disputato una buona partita se abbiamo raggiunto un perfetto livello di concentrazione. La felicità che proviamo non deriva dal fatto che abbiamo infilato la pallina in buca diciotto volte, ma dal fatto che siamo stati perfettamente concentrati diciotto volte. In quei momenti tutte le preoccupazioni e tutti i problemi del mondo erano scomparsi. La capacità mentale di concentrarsi insita in ognuno di noi, non è né straordinaria né misteriosa. Si ha già la capacità di escludere i pensieri. La sola differenza tra questo e la meditazione (il modo positivo) è che di solito abbiamo imparato a focalizzare la mente su oggetti esterni. Quando la mente è pienamente concentrata, il tempo passa senza che ce ne accorgiamo, come se non esistesse. Quando la mente è focalizzata, il tempo non esiste! Il tempo non è altro che una modificazione della mente. Tempo, spazio, causalità e tutte le esperienze esterne sono creazioni della mente. Tutta la felicità acquisita tramite la mente è temporanea e impermanente, e limitata dalla natura. Per conquistare lo stato di pace duratura e di pace assoluta è necessario prima imparare a calmare la mente, a concentrarsi e ad andare oltre la mente stessa. Rivolgendo la concentrazione della mente verso l’interno, sul sé, possiamo rendere più profonda l’esperienza della perfetta concentrazione. Questo è lo stato della Meditazione. . La meditazione, tuttavia, differisce dal sonno profondo perché opera dei profondi cambiamenti nella psiche. Controllando e calmando le oscillazioni della mente, la meditazione porta la pace mentale. A livello fisico la meditazione aiuta a prolungare il processo anabolico di crescita e riparazione delle cellule e a ridurre il processo catabolico, o di decadenza. Normalmente il processo anabolico predomina fino ai 18 anni. Dai 18 ai 35 prevale il processo catabolico. La meditazione può ridurre in maniera rilevante il declino catabolico. Tutto questo a causa dell’innata ricettività delle cellule del corpo. Ognuna delle cellule che compongono il nostro corpo è governata dalla mente subconscia istintiva. Esse hanno sia una coscienza individuale sia una collettiva. Quando i pensieri e i desideri si riversano nel corpo, le cellule vengono attivate. Il corpo obbedisce sempre alle richieste del gruppo. E’ stato provato scientificamente che i pensieri positivi portano alle cellule effetti positivi. Poiché la meditazione produce uno stato mentale positivo prolungato, essa ringiovanisce le cellule del corpo e ne ritarda il decadimento.